The Avengers: il dream team di casa Marvel

di 16 May 2012 in Film Azione

The Avengers: il dream team di casa Marvel

L’agente speciale dell’organizzazione governativa S.H.I.E.L.D Nick Fury, in seguito al trafugamento del Tesseract (manufatto dagli incredibili poteri) da parte del semidio Loki, riunisce i principali supereroi in una squadra con il compito di salvare la terra dall’incombente minaccia.
 

Era dal 2005 che in casa Marvel si ventilava l’ipotesi di portare sul grande schermo il fortunato crossover I Vendicatori, nato dalla vulcanica mente di Stan Lee – assieme a Jack Kirby e Dick Ayers – nel lontano 1963 e che riunisce sulla stessa pagina i principali supereroi della celebre industria del fumetto. Ma solo alla luce dei recenti successi di Thor, Capitan America, Iron Man e sequel è stato possibile affrontare il notevole sforzo produttivo che prevedeva un nutrito ed eterogeneo cast di stelle hollywoodiane (da Scarlett Johansson a Robert Downey fino a Mark Ruffalo) ed il solito pirotecnico ed imponente reparto di effetti speciali.
 

A questo punto ci voleva il nome di un regista brillante capace di non farsi schiacciare dalla macchina produttiva e gestire una materia così potenzialmente caotica. La scelta è caduta su Joss Whedon, nome di un certo calibro nel mondo delle serie televisive ma pressoché un esordiente per il grande schermo (se si eccettua il sottovalutato Serenity): insomma una scommessa.
 

E solo un regista come Whedon, capace di destreggiarsi con discreto successo nella non facile narrazione seriale (sue Buffy-l’ammazzavampiri e Firefly) poteva riuscire nel compito di amalgamare tanti personaggi di spicco della Marvel in un racconto coeso e – seppur con qualche debolezza e concessione allo spettacolo più puerile – per buoni tratti divertente.
 

Quello che salta maggiormente all’occhio è proprio l’abilità nell’integrare le singole storie e i protagonismi dei vari personaggi in un invidiabile equilibrio narrativo: ogni supereroe ha il suo spazio ed il giusto approfondimento. Sempre, ovviamente, non ci si aspetti profondità psicologiche dostoevskiane.
Le battute sono scritte con un’ efficace ed innocua ironia, comunque gradevole, mentre le interazioni tra le superstar di casa Marvel avvengono in maniera estremamente naturale, senza che ci si pesti i piedi. Gran merito va in questo caso ad un’ottima direzione dell’affiatato cast, in cui ogni attore si dimostra perfetta e determinante funzione al servizio della storia. La parte da leone spetta al Tony Stark di Robert Downey Jr. “genio, miliardario, playboy, filantropo” dalla battuta fulminante; ma il vero risultato Whedon l’ottiene nel conferire un certo interesse persino ad un personaggio kitsch ed inconsistente come Capitan America, interpretato dall’inespressivo Chris Evans già Torcia Umana. Insomma come arrangiarsi con quello che passa il convento.
 

Per due terzi il film – se si spegne il cervello difronte ad intrighi a base di cubi cosmici capaci di far implodere intere città ed invasioni aliene da portali aperti nel cielo – scorre gradevolmente: tutto è larger than life, improbabile, ma sempre con garbata autoironia e consapevolezza, senza troppe pretese. Per un momento ci sembra di ritornare bambini, l’universo fumettistico creato da Whedon ci cattura e meraviglia.
Peccato per l’ultimo terzo di storia in cui l’azione prende prepotentemente il sopravvento sul piacere di una narrazione senza i lacci della logica adulta, soffocandola: dal momento in cui l’invasione dei Chitauri ordita da Loki si compie sembra di trovarsi difronte all’Xbox, senza controller però. Intendiamoci, anche qui Whedon dimostra un certo mestiere, siamo fortunatamente lontani dal montaggio random a mitraglia di un Transformers; ma resta comunque una caduta di stile, come se la storia avvertisse una certa stanchezza e si avvolgesse su se stessa rintronandoci.
 

In definitiva: The Avengers si dimostra un efficace svago, a tratti piuttosto divertente, ma con qualche debolezza verso la fine. Comunque tra i migliori nel suo genere.

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