Le Idi di Marzo, e dov’è la novità?

di 08 Jan 2012 in Film Drammatico

Le Idi di Marzo, e dov’è la novità?

E’ una fortuna che l’attore e regista George Clooney non si faccia vivo solo per il decaffeinato e le numerose fidanzate.
La sua fama di regista e autore impegnato nello star system hollywoodiano è ormai consolidata da anni. Good Night and Good Luck e Syriana (girate entrambe nel 2005, la seconda in qualità di attore) sono opere di stampo sociale e politico degne di nota.

Attivo dentro e fuori dal set: da democratico dichiarato nel 2003 si oppose fortemente alla rielezione di George Bush e appoggiò con entusiasmo Obama con cui si impegnò in prima linea sulla situazione del Darfur in Sudan.
 

Presentato in anteprima alla Mostra Internazionale di Venezia, con Le idi di Marzo l’attore-regista ci porta dietro le scene nelle primarie per i candidati democratici alla Presidenza degli Stati Uniti.
Protagonista principale è Stephen Meyers - toh, Ryan Gosling! – Giovane e stimato addetto stampa del governatore Mike Morris, interpretato da Clooney.
Convinto realmente delle capacità del candidato per cui lavora presto vedrà la situazione capovolgersi e sfuggirgli di mano: dopo un malcapitato incontro con l’addetto stampa del candidato concorrente – un superbo e perfido Paul Giamatti – si troverà in mezzo a un tranello machiavellico che lo lascerà spalle al muro e scoprirà che anche l’affascinante e progressista Morris nasconde pesanti verità.
 

Questo porterà una nuova e amara consapevolezza nel giovane Meyers, si renderà conto che la politica in cui credeva non è altro che un subdolo meccanismo di interessi privati che lascia poco spazio alla sincerità e al bene comune; chi non si adegua e non è pronto a tutto rischia di finire stritolato dai suoi ingranaggi perversi.
 
Forte di una solida sceneggiatua – ispirata alla pièce teatrale Farragut North di Beau Willimon – e di una regia pulita ed essenziale Clooney ci racconta un drama con i ritmi e la suspence tipiche del thriller.
Il film parte lento ma col passare dei minuti aumenterà la nostra attenzione fino al climax finale che ci libererà dall’ansia accumulata ma lascerà dietro di sè un sapore amaro.
E non per la qualità del film che si mantiene sempre su livelli molto alti.
L’attore-regista Americano non è certo tipo che si può accusare di qualunquismo, e la scelta di ambientare il film nelle primarie del partito Democratico fa certamente riflettere.
 

Sintomo di una forte disillusione nella politica – evidenti i riferimenti al presidente Obama – ma anche un grido d’allarme: dietro le belle apparenze si nascondono corruzione e intrighi dai quali è difficile stare alla larga.

L’informazione non è certo immune dalle critiche di Clooney, vista anzi come
protagonista nei torbidi giochi di potere e ben personificata dalla giornalista del Times Ida Horowicz, interpretata da una convincente Marisa Tomei.
Perfetta la scelta del titolo del film: ispirandosi al celebre episodio dell’assassinio di Cesare il regista ci parla di corruzione, tradimento e conflitto generazionale.
 
Sarà forse la nostra cronica disillusione – magari nuova in USA ma in Italia ci siamo abituati da almeno 20 anni – tuttavia il film non brilla certo per originalità: oltre le immancabili stagiste di clintoniana memoria sono fin troppo chiari i rimandi al cinema impegnato degli anni ‘70 di Lumet, Pollack e di Redford: rivedetevi Il Candidato (1972) e troverete fin troppe similitudini.
 
Proporrei inoltre di firmare una petizione in favore di Ryan Gosling, fatelo riposare un secondo! Nel 2011 ha partecipato a cinque pellicole e ce ne sono già tre in produzione nel 2012. Il talento non si discute ma si rischia davvero la sovraesposizione: dovremo vedere sempre la sua bella faccia nei prossimi film a venire?
 
Curiosità: Peccato perchè l’occasione di riposo era concreta: all’inizio per il ruolo di Meyers fu proposto Leonardo di Caprio il quale rifiutò pur restando nella produzione. Così come per il ruolo del capo addetto stampa Paul Zara rifiutato da Brad Pitt ma ottimamente interpretato da Philip Seymour Hoffman.

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