Dreamland, la terra dei sogni: forse per il web!

di 07 Jun 2012 in Speciale

Dreamland, la terra dei sogni: forse per il web!

Alzi la mano chi non si ricorda di questo film, divenuto celebre grazie al tragicomico trailer che gira in rete da quasi un anno.

Credo sia ormai chiaro che certi titoli – vedi Alex l’Ariete – mi incuriosiscono e divertono, ma questo era troppo anche per me: sembrava l’ultima opera di Maccio Capatonda, maestro della parodia.

Era tutto vero: il regista Sandro Ravagnani presentava alla stampa il suo kolossal ‘che scriverà una pagina di storia del cinema italo-americano’.
Autore televisivo di vecchia data e vincitore di un Telegatto nel ‘91 con Sabato al Circo su Canale 5. A detta sua ‘un allievo del maestro Fellini’, cui non dispiacevano le atmosfere circensi.
 
La promozione era martellante e spesso fuori misura:
il protagonista Ivano de Cristofaro sbandierava ai quattro venti la sua amicizia con Arnold Schwarzenegger presentatogli dall’ex culturista Franco Columbu, due volte Mister Olimpia anche lui nel cast e collaboratore in molte pellicole con l’ex governatore.

Vale la pena spendere due righe per raccontare la ‘storia’ che voleva essere un omaggio all’ex culturista sardo, emigrato da giovane in America e qui nei panni di un anziano giocattolaio che aiuterà il giovane sbandato De Cristofaro a riscattarsi grazie alla boxe.
 
Intanto sul web non si contano le prese per i fondelli ed i commenti ironici, ma che ti aspetti se già nel trailer leggi frasi tipo ‘Spero solo di non perdermi tra una birra e una scazzottata’, eddai su!
La locandina con i due protagonisti che spuntano sopra il mare è già leggenda, manco fosse il remake di Acquaman.

Le critiche non sono certo magnanime, i più buoni parlano ‘dell’incredibile divario che separa i suoi ideali dal suo risultato’ (My Movies), mentre i commenti sul web vanno meno per il sottile (‘Una c… pazzesca! Ma lo amo già!’).
 
A un certo punto Il regista intuisce che le aspettative erano leggermente lontane dalla realtà e cambia completamente linea, ora il film è ‘una commedia fantasy’, ‘una parodia degli italiani in America sottolineata da effetti speciali come nei cartoni animati’. Incredibile.

Passano i mesi e non si sa più nulla, mi pento una volta di più di non aver trovato il coraggio di vederlo nella sua breve permanenza al cinema.
Pochi giorni fa un amico posta un video esilarante dove abilmente si mischiano scene di Dreamland con spezzoni di Maccio Capatonda – fenomenale il suo Rocchio 47 - mica facile notare le differenze.
 
Al botteghino si è rivelato un disastro, neanche 3000 euro di incassi a fronte di un budget enorme e ingiustificato. Arrivano i guai: la regione Puglia promette dei finanziamenti che vengono onorati in minima parte.
Gli attori non vengono pagati e denunciano il fatto alle Iene; il povero Ravagnani – cui viene dato l’appellativo de il Professionista della Sola – si difenderà dicendo che ‘il film non è stato capito’.
 
Anche questi film hanno il diritto di esistere e vantano una lunga cerchia di appassionati. Ma non si può presentare un film come un capolavoro assoluto senza mezzi ed esperienze per realizzarlo, il pubblico non perdona.
A questo punto mi unisco all’appello dei tanti utenti che chiedono al ‘maestro’ Ravagnani di mettere il film in rete. Che cosa costa? Un sito che accolga qualche pubblicità e proponga una decina di minuti gratuitamente e magari il resto fruibile dietro una somma simbolica, o disponibile con una libera donazione.
 
Maestro, così non farà i milioni cui aspirava ma le assicuro che sarebbero in tanti ad accogliere favorevolmente l’operazione!

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