Erik Estrada: scopriamo che fine hanno fatto i protagonisti di CHiPs!

di 15 Apr 2012 in Speciale

Erik Estrada: scopriamo che fine hanno fatto i protagonisti di CHiPs!

Chi ha meno di 25 anni è scusato ma gli altri devono sapere di chi sto parlando.
Erik Estrada è uno di quegli attori che devono la propria fama ad un solo personaggio, l’agente in motocicletta Francis Llwellyn Poncherello, spesso chiamato “Ponch”. Che fine ha fatto?
 
Nato nel 1949 da immigrati portoricani nella East Harlem di New York, Erik fin da piccolo ha il sogno di diventare l’attore latino più famoso.
Il fisico prestante e il sorrisone smagliante fanno subito breccia, già nel 1970 recita da protagonista in The Cross and the Switchblade nella parte del leader di una gang. Un ruolo tipico per gli attori latino americani del tempo.
Nel 1974 ottiene un altro ruolo importante in Airport 75, secondo capitolo della saga catastrofica tanto in voga in quegli anni.
 
La svolta nella sua carriera avviene nel 1977: comincia la serie tv CHiPs.
Difficile non aver mai visto almeno una volta gli agenti della polizia stradale californiana sulle loro grosse motociclette, un telefilm cult amato dai ragazzi(ni) e trasmesso per quasi vent’anni senza interruzioni.
Qual è il segreto di tanto successo? Due protagonisti simpatici – il nostro Erik sanguigno e casinista insieme al collega più disciplinato, il biondo Jon Baker (Larry Wilcox); testi semplici, e inseguimenti a volontà.
Nessun colpo basso, zero violenza, e un’atmosfera leggera e rassicurante.
 
La puntata tipo vede i due agenti in sella alle moto con Ray Ban d’ordinanza ricevere la solita chiamata dal quartier generale – magari dal sergente Getraer (Robert Pine) – per risolvere qualche situazione pericolosa, si fa per dire.
Segue un’indagine di 2 minuti, un inseguimento con le moto, la macchina del cattivone che puntalmente si ribalta e i due eroi che ammanettano il ‘pericoloso criminale’ con tanto di battuta finale. Senza dimenticare una discreta presenza femminile.
In tutta la serie i due protagonisti non hanno mai tolto la pistola dalla fondina, da non crederci.
 
A descriverla così sembra una schifezza senza senso, è vero solo in parte.
Era puro intrattenimento anni ‘70, si rappresentava un mondo di plastica senza violenza, parolacce, e il sesso appena accennato.
Un prodotto adatto a un target molto giovane e comunque decisamente più avanti rispetto a un’altra serie cult – e fuori da ogni logica – come Hazzard.
 
Erik Estrada si impone come un sex symbol in rapida ascesa, questo porterà a qualche tensione nel set col collega biondo Wilcoz a cui stava stretto il ruolo di coprotagonista.
E’ curioso leggere che Ponch non era esattamente un asso sulle due ruote: durante le riprese ha subito vari incidenti sulla moto. Inoltre guidava senza patente, la prenderà solo parecchi anni dopo la serie che si concluderà nel 1983.
 
Logico immaginare per il nostro Erik una carriera luminosa e un ingresso nel cinema che conta, ma non è facile tenere i piedi per terra e uscire dal mondo di plastica in cui ha recitato e forse vissuto.
Fa una certa impressione leggere la sua filmografia, L’unico titolo forse degno di nota è C’è Qualcosa di Strano in famiglia (1984) curiosa e poco riuscita commedia con Tony Curtis e addirittura Orson Wells, probabilmente in cerca di soldi.
Non si capisce cosa lo abbia spinto a recitare in pellicole come Colpi di Luce (1985) o Il Pentito (stesso anno) insieme a Franco Nero e Rita Rusic, non ancora Signora Cecchi Gori e fresca comparsa nel cult-trash Attila Flagello di Dio. Hai detto niente!
 
Chi verrà in suo aiuto? L’America latina non lo dimentica e nel 1990 arriva la chiamata per partecipare alla soap opera Dos Mujeres, un camino: delle 100 puntate previste se ne gireranno ben 400.
Un gran successo nonostante le difficoltà linguistiche di Estrada, costretto a ripetute lezioni di Spagnolo per risultare convincente nel ruolo del camionista Juan Daniel Villegas.

Siamo negli anni ‘90, e pare proprio che il cinema non sappia che farsene del povero Erik: parecchie comparse come guest star, nel ‘93 lo vediamo nel malinconico Pezzi duri e Mosci (2.2\10 di media voto su imdb.com), nello stesso anno arriva il demenziale – ma tutto sommato divertente – Palle in Canna con Emilio Estevez e Samuel L. Jackson.
Si parla di una parte nel piccolo cult Dal Tramonto all’alba, una buona possibilità per rilanciare la carriera, ma non se ne fa niente.
 
Non è certo un caso che a fine decade deciderà di entrare di nuovo nell’uniforme aderente di Ponch per il film-tv CHiPs ‘99 insieme al poco stimato collega Wilcox nei panni del poliziotto in carriera, mentre il buon Erik ormai 50enne resta agente della stradale.
Un film di poche pretese che non riesce a togliersi di dosso un’amarezza nostalgica per i bei tempi che furono, se non nostri sicuramente dei protagonisti.
 
Arrivano gli anni 2000, e che cosa fanno adesso i vip in calo di popolarità? Ovvio, come abbiamo già visto si danno ai famigerati Reality Show.
Nel 2004 è la volta di The Surreal Life, un gruppo di star decadute vengono rinchiuse in una casa per un paio di settimane, un’idea a dir poco geniale.
Intrattenimento di alta qualità: wikipedia ricorda come uno degli episodi più importanti la comparsa di Gary Coleman (si, proprio il piccolo Arnold buonanima) a cui fanno dire ovviamente la famosa frase ‘Che cavolo stai dicendo Willis’ (ah la bellezza dello showbusiness!) E poi che succede? Ma certo, appare anche quell’altro disperato di Todd Bridges, fratello di Arnold nella celeberrima serie. Roba da mettersi le mani nei capelli.
 

Reality Show di Erik
 

Nel 2007 entrerà nel cast di Armed&Famous, insieme al solito gruppo di quasi famosi – tra cui la gommata La Toya Jackson, impressionante la somiglianza col defunto fratello a colpi di bisturi – lo vediamo sottoposto al duro addestramento in una vera accademia di polizia e addirittura a lavorare al fianco di veri agenti.
Questa volta non ci sarà nessuna apparizione di Coleman, poco da segnalare se non un episodio non proprio edificante, YouTube non fa sconti.
 
Cos’altro dire su Erik Estrada?
Vien da pensare che il pubblico non abbia mai accettato l’idea di vederlo senza uniforme e pistola incollata alla fondina.
Non è raro che gli attori rimangano legati ad un ruolo ma a lui è andata peggio, sembra un film ma è successo davvero: torniamo indietro a fine anni ‘70, Erik è all’apice del suo successo e circondato dai fan.
Uno di questi gli chiede un autografo e una stretta di mano ma Ponch gli nega entrambi con noncuranza. Il ragazzino se l’è legata al dito, di nome fa George Lopez, è diventato attore e showman e da parecchi anni non fa altro che insultare e attaccare Erik Estrada per quel gesto poco rispettoso.
 
Un tipo poco raccomandabile che non ha esitato a dare del ‘maiale’ a Kirstie Alley, l’attrice di Senti chi Parla ora alle prese con la versione americana di Ballando con le Stelle.

Oro che cola per i giornaletti scandalistici, e una situazione non certo ideale per chi cerca di rinnovare la propria immagine e far dimenticare il passato.
 
Lopez si scaglia sul povero Erik
 

Ma in fondo a Erik sta bene così: ‘Che si parli di me, nel bene o nel male, purchè se ne parli’ scriveva Oscar Wilde. La fama non gli manca, spesso la utilizza anche per nobili iniziative sociali. Nella sua bella casa nel sud della California ci sono due moto in bella vista nel giardino – riproduzioni delle storiche due ruote di CHiPs – e le pareti sono tappezzate di immagini e copertine vintage dei tempi d’oro.
 
Non gli è andata male, ma poteva andare decisamente meglio.
 
Curiosità: Non si può dire lo stesso del biondo Wilcox. Dopo una dignitosa carriera da attore di serie B ha messo in piedi una compagnia accusata di tangenti e ora rischia la galera per frode finanziaria. Ha sempre avuto un’aria non troppo intelligente.

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