The Artist? Hugo? No, Pappi Corsicato e Paolo Mereghetti

di 02 Mar 2012 in Speciale

The Artist? Hugo? No, Pappi Corsicato e Paolo Mereghetti

Abbiamo già dedicato parecchi articoli agli Oscar 2012 e ai due titoli citati sopra, chissà forse ci sarà spazio anche per la recensione del secondo.
Oggi mi piacerebbe cambiare argomento e parlare di un regista di nicchia e forse sottovalutato, Pappi Corsicato.
L’occasione è giunta in concomitanza con l’incontro al Cinema Odissea di Cagliari tra il regista e il famoso critico Paolo Mereghetti, autore dei celebri dizionari sul cinema.

Facciamo un ‘piccolo’ salto indietro: era la metà degli anni ‘90, avevo circa 15 anni e già divoravo una videocassetta dietro l’altra e mi perdevo pochi film in sala.
Improvvisamente in televisione spuntò fuori il trailer di un film molto singolare dal titolo I Buchi Neri.
Certo il cinema surreale non era ancora nelle mie corde, e pur non avendolo visto rimasi molto colpito (meglio, divertito) dalle scene bizzarre viste nella clip: dalla prostituta muta che fa parlare il registratore per eccitare un giovane Ninni Bruschetta (il mitico Duccio Patanè di Boris) alla scena di Iaia Forte – musa del regista – che allarga le gambe e dalla gonna esce una vampata improvvisa di vapore.
 
Da allora il suo nome mi è sempre rimasto impresso (“ah il regista folle de I Buchi Neri…“) ma non ne ho più sentito parlare fino a poco tempo fa, in occasione del suo film Il Seme della Discordia con protagonista la conterranea Caterina Murino.
L’incontro al cinema Odissea ha permesso di riscoprire un regista di talento insieme alla sua opera d’esordio, Libera.
Film a episodi girato con pochi mezzi ma impressionante per ironia, dissacrazione e gusto del paradosso.
 

George Clooney con la fidanzata

Napoletano curiosamente timido ma molto ironico e divertente, incalzato dalle domande pertinenti di Mereghetti (evidentemente compiaciuto dell’opera del regista) ha raccontato le sue esperienze e i suoi esordi: prima di Libera era un trentenne che aveva studiato danza, coreografia e recitazione a New York (!) Ma con pochi soldi in tasca e mantenuto dalla famiglia. Aveva scommesso tutto sul film, se fosse andato male ‘avrebbe perso tutto, pure il rapporto col padre’.
Presentato al Festival di Berlino nel 1993 in una sala gremita e molto animata, con il cuore in gola attese le reazioni del pubblico alla fine della proiezione.

 
Fu un successo, il film fece incetta di applausi e premi. Guarda caso da quel giorno non era più lo sfigato che sperava di fare film ma per tutti era un regista dal talento visionario.
 
Non è un’esagerazione: pur non esente da difetti – parliamo dell’opera di un esordiente – sono rimasto impressionato dalla qualità di Libera.
Sinceramente fatico a trovare un altro regista italiano con un tale gusto per il surreale, l’erotico artistico; la capacità di far ridere e sorprendere per le innumerevoli invenzioni visive, forte di una regia virtuosa che colpisce nel segno.

A metà tra la vanità d’autore e la modestia di chi non è mai soddisfatto della propria opera, il regista ci ha raccontato che Paolo Sorrentino ha deciso di intraprendere la carriera nel cinema guardando i suoi primi lavori’ – per poi chiarire col sorriso che ‘i suoi lavori ‘ancora non si possono considerare dei film’.
 

George Clooney con la fidanzata

Per una scena sorprendente del secondo episodio di Libera che non vi racconterò (non è l’unica, il film merita di essere riscoperto per intero) il critico Mereghetti ha scomodato addirittura il regista spagnolo Luis Buñuel, maestro del genere surreale.
Non ci sorprende che oltre al cineasta spagnolo gli autori preferiti di Corsicato siano David Lynch, i Fratelli Coen e Pedro Almodòvar, con il quale collaborò ai tempi di Lègami (1990).

 
Tra l’ironico e il serioso ci ha raccontato che aveva pensato anche lui a un film sulla chirurgia estetica portata all’estremo, quasi a far intendere che il regista spagnolo gli ha fregato l’idea di La Pelle che Abito.
Non per questo ha rinunciato a trattare il tema nel suo ultimo film che sta per uscire nelle sale, Il volto di un’altra con protagonisti Laura Chiatti e Alessandro Preziosi.
 
Rimane comunque indubbia la sua influenza su Corsicato: il gusto per l’erotico, i colori vivi e l’ironia spesso pungente fa pensare che abbiamo in casa un Almodòvar italiano con un suo stile personale ma non è stato valorizzato come meritava.

Non è mai troppo tardi: chissà forse avrei fatto meglio a vedere il film in quel 1995 ma forse ero troppo giovane per poterlo apprezzare.
Ora però non perdetevi Libera e il Seme della Discordia, non saranno dei capolavori ma sono due opere originali e di qualità, mosche bianche in un panorama italiano dove pochi osano uscire dai confini delle solite operette anonime pre-confezionate e di probabile successo.
 
Curiosità: cosa leggo durante i titoli di coda! L’assistente alla regia di Libera era Ivan Cotroneo, al tempo poco più che ventenne ma oggi sceneggiatore di successo e regista del fortunato La Kryptonite nella Borsa, opera di qualità e guarda caso, surreale.
 
P.S. Chiedo venia per la capoccia in bella vista nella foto principale, non è un gran bel vedere.

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